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ARRANGIAMENTO VOCALE INTERPRETATIVO COS’È?

L’ARRANGIAMENTO VOCALE INTERPRETATIVO

Il nuovo metodo di canto sviluppato da Franco Tufano che ti permette di pianificare una performance vocale approfondendo ogni dettaglio necessario alla realizzazione di una performance vocale di successo, consentendoti di apparire sul palco senza alcuna esitazione legata alla paura di cantare.

fabio

L’arrangiamento vocale interpretativo può aiutarci a vincere la paura di cantare? La risposta è sicuramente SI.
La paura di cantare limita le nostre potenzialità sul palco. Se vogliamo usare il linguaggio delle emozioni dobbiamo noi stessi in prima persona esibirci in uno stato di equilibrio psicofisico.
Gli show sono pieni di artisti molto abili nel comunicare tuttavia impreparati nella tecnica vocale o diversamente, cantanti tecnicamente eccellenti che risultano apatici e poco coinvolgenti.

Secondo te quale delle due categorie vince?

Secondo me nessuna delle due. Come dicevano i latini: In medio stat virtus” (la virtù sta in mezzo) ed io credo avessero pienamente ragione.
Certo, le capacità comunicative sono molto importanti ma non basta, soprattutto oggigiorno. 
Anche nella musica moderna stanno aumentando le competenze come del resto accade da secoli nel mondo del canto liricoGli artisti cantanti moderni stanno diventando sempre più preparati non solo in ambito interpretativo ma anche sul piano tecnico, arrivando spesso a livelli di abilità esecutive degne di un cantante professionista di prestigio.

ED ECCO LA TUA PRIMA DOMANDA:

“…ma secondo te, il pubblico si accorge della differenza tra un bravo cantante e un cantante eccellente?”

Certo che si!
La stragrande maggioranza degli spettatori non è in grado di argomentare il motivo per il quale predilige un cantante piuttosto che un altro, ma se esistono delle preferenze un motivo pur ci sarà.

Proviamo ad elencare le principali:
  • Preferenza legata ai ricordi del passato (preferisco un interprete piuttosto che un altro perché le sue canzoni mi fanno tornare alla mia giovinezza o adolescenza)
  • Preferenza legata all’integrazione sociale (mi piace quel vocalist, quel gruppo o quel determinato stile perché ascoltato anche dai miei coetanei o amici e in questo modo riesco a sentirmi più inserito in un determinato contesto sociale.)
  • Preferenza legata alla moda (un brano in vetta alle classifiche piuttosto che un genere musicale di moda nel periodo storico in cui lo fruisco oppure in voga nel periodo in cui ascoltavo molto la musica)

Tutte buone ragioni per propendere uno stile interpretativo piuttosto che un altro, ma se noi volessimo fare questo mestiere seguendo le tendenze sopracitate saremmo come foglie al vento in balia della fortuna di poter cantare una canzone che rientri in una delle categorie poc’anzi descritte.

LA MAGIA DELLO SPETTRO ARMONICO NELL’ARRANGIAMENTO VOCALE

Esiste un elemento che va oltre ogni cosa, e riesce a comunicare emozioni “senza bisogno di tante parole” si chiama spettro armonico della voce.
Lo spettro armonico della voce è una componente di onde sonore che si forma per effetto delle oscillazioni collaterali alla vibrazione fondamentale delle nostre corde vocali. Non è possibile decifrarlo mediante la consapevolezza, in realtà, a nostra insaputa egli stimola le terminazioni nervose collegate al timpano del nostro apparato uditivo attraverso le quali arriva direttamente al nostro cervello bypassando la coscienza.
In sostanza lo percepiamo, induce una sensazione di benessere psicofisico ma non riusciamo a descriverlo.
AFFASCINANTE NO?

Prova ad immaginare adesso quanto potrebbe essere interessante poter veicolare lo spettro armonico della nostra voce al punto tale da gestire il linguaggio emozionale ottenendo un questo modo uno strumento aggiuntivo essenziale alla buona riuscita dell’arrangiamento vocale interpretativo. Riuscire a generare emozioni intense a chi ci ascolta attraverso l’uso dello spettro armonico è possibile e molto meno difficile di quanto si possa pensare. Ecco perché, tra le preferenze sopracitate ho volutamente tralasciato quella più importante ma sempre troppo poco approfondita ovvero:

LA PREFERENZA LEGATA ALLE SENSAZIONI STIMOLATE DALLO SPETTRO ARMONICO.

Secondo te cosa desidera di più al mondo una persona se non il benessere psicofisico per se e per gli altri?

Se hai risposto come io credo alla mia domanda ti consiglio di continuare la lettura.

Somma di due armoniche analizzate sia nel dominio del tempo che delle frequenze.

Somma di due armoniche analizzate sia nel dominio del tempo che delle frequenze.

Lo spettro armonico può generare sensazioni piacevoli se lo strumento dal quale viene generato è accordato (intonato), oppure sensazioni spiacevoli o negative laddove lo strumento che lo genera fosse non accordato (intonato) con la scala pitagorica, (scoperta e realizzata da Pitagora tra il 580 a.c. e il 495 a.c.) o il sistema temperato (già descritto da Aristosseno Di Taranto qualche decennio dopo intorno al 320 a.c..)

Anche la nostra voce è uno strumento

Per generare lo spettro armonico si serve del nostro corpo il quale, mediante le contratture muscolari, muta in densità e forme, a seconda del nostro stato d’animo. Esso può produrre uno spettro armonico che risulta piacevole e affascinante quando l’individuo si trova in uno stato di stabilità, oppure poco gradevole quando il cantante vive una condizione psicofisica non coerente con il contesto nel quale si sta esibendo.
Va da se che la paura di cantare non può che compromettere questo delicato equilibrio.
Ecco perché prima di tutto, è necessario trovare una soluzione al problema dell’ansia da prestazione o paura del palco.
(se sei interessato ad un workshop studiato apposta per questo tipo di problemi compila il form)

In buona sostanza è necessario che la nostra esecuzione vocale sia precisa e priva di sbavature. Potremmo quindi fare un bel corso di tecnica musicale imparando alla perfezione l’esecuzione di tutte le scale modali, blues, diatoniche, esatonali ecc.ecc. esistenti, ma quanto tempo ci vorrebbe prima di diventare dei bravi interpreti? È davvero sufficiente l’eccellente padronanza tecnico esecutiva per mettere in campo un numero di abilità tale in grado di arrivare al cuore dell’ascoltatore?
Credo di no. Esistono cantanti che hanno qualcosa in più, quel “qualcosa” che non sappiamo decifrare ma che li rende unici e insostituibili. Ho cercato, analizzato, studiato ed infine catalogato finché non sono riuscito a vedere in modo inequivocabile l’emozione negli occhi di chi mi ascoltava. A quel punto ho capito quale grande scoperta (almeno per me) avevo fatto e mi sono chiesto:

“…e se riuscissi ad insegnare queste abilità ai miei allievi?”

ECCO PERCHÉ HO INVENTATO UN METODO

Nei miei anni di insegnamento ho imparato che l’approccio accademico è sicuramente il migliore ma ho anche capito che se preso fine a se stesso potrebbe rivelarsi il meno adatto a coloro che voglio imparare la musica senza dover fare quello che io chiamo un “voto di castità”.
Se è vero che l’eccellenza tecnico esecutiva si può imparare solo mediante lo studio come si spiega allora la molteplice presenza di artisti che non hanno seguito corsi accademici di canto pur riuscendo ad eseguire interpretazioni da pelle d’oca? Geni si nasce ma bravi si diventa e le strade per diventare bravi in una specialità sono davvero tante.
La precisione tecnico esecutiva può essere ottenuta si mediante lo studio delle scale e arpeggi ma non solo, secondo la mia esperienza è possibile ottenere risultati soddisfacenti applicando lo studio e l’allenamento anche e non solo con l’esecuzione effettiva di brani, che nel caso della musica attuale non possono che essere di genere moderno.
Ma per poter studiare una canzone senza l’uso del metodo accademico tradizionale è altrettanto indispensabile avere un metodo di studio.
Il mio metodo quindi non si accontenta solo della riproduzione di una melodia acquisita mediante l’ascolto,  ma applicando quello che io chiamo:

ARRANGIAMENTO VOCALE INTERPRETATIVO.

Di certo non posso aspettarmi che tu lo sappia cosa sia l’arrangiamento vocale interpretativo. Se consideriamo che l’ho realizzato io, che non hai mai preso lezioni di canto con me o frequentato uno dei miei corsi di canto non puoi certo sapere dove voglio parare, ma oggi almeno in teoria voglio regalarti un informazione che non hai mai trovato da nessun’altra parte ma perché tu possa capirci qualcosa cerchiamo di innanzitutto di mettere chiarezza.
Diamo un significato alla parola ARRANGIAMENTO.

arrangiaménto s. m. […] il termine è anche usato per designare la trascrizione con cui una composizione musicale viene adattata a strumenti o complessi strumentali diversi da quelli per cui originariamente è destinata dall’autore; in senso concr., il pezzo stesso trascritto. (vocabolario online Treccani)

In sintesi, l’arrangiamento in cosa consiste?:

L’adattamento di una composizione musicale, alle esigenze “artistiche e logistico-strumentali” di un direttore d’orchestra. Se noi affidiamo alla nostra voce il ruolo di uno strumento musicale e alla nostra mente il ruolo di un arrangiatore, possiamo “adattare” l’esecuzione di una melodia interpretata da un artista qualunque e renderla in tal senso affine alla nostra vocalità e al nostro modo di esprimerci creando così l’arrangiamento vocale interpretativo.

Interessante punto di vista ma in termini pratici come si fa?”

…starai pensando, ma non preoccuparti ti accontento subito con il prossimo paragrafo

ARRANGIAMENTO VOCALE INTERPRETATIVO IN TERMINI PRATICI

Qualunque opera ben riuscita nasce da una pianificazione.
Il nostro progetto è ovviamente scritto, (meglio se in una partitura per chi sa leggere la musica)
ma ti posso garantire che una seria e ben fatta impaginazione del testo su un foglio A4 (quindi non un copia e incolla in caratteri microscopici delle parole scaricate da internet) può fare miracoli.
Il testo della canzone dev’essere diviso in “temi” ed ogni tema deve avere un suo spazio specifico per appunti; TANTI appunti perché è necessario “sporcare” una pagina con il nostro impegno prima di dire di averla davvero letta e capita.
Una volta creato il mio progetto inizio il lavoro di apprendimento, e come prima cosa inizio a:

  • RAPPARE” IL TESTO (leggere il testo con la stessa scansione ritmica della melodia ma senza cantare le note della melodia stessa) ti accorgerai di quanti errori tecnici vengono a galla, errori tecnici come: interpretazioni ritmiche scorrette, fraseggi non coerenti con la progressione armonica o non corrispondenti a quelli d’origine, respirazione affannosa, ecc.ecc. . Per imparare a “rappare” bene un testo è necessario allenarsi prima ascoltando la canzone originale e poi, con l’aiuto di un metronomo eseguire l’esercizio in autonomia senza la guida del brano originale. Una volta sviscerato BENE questo step iniziamo a :
  • STUDIARE LA MELODIA. Se non si è molto pratici consiglio di impararla cantandola prima con una “m”, (a labbra chiuse quindi) e in un secondo tempo inserendo le parole. Cerca di essere estremamente preciso\a nell’identificare TUTTE le note che compongono OGNI frase melodica. Anche in questo caso ti accorgerai quanto sia importante avere una padronanza tecnica del brano prima di passare all’interpretazione.
  • ESAMINARE, STUDIARE E RIPRODURRE ALLA PERFEZIONE ogni sorta di abbellimento proposto dall’autore originale; per abbellimento si intende un gruppo di note identificate in gergo con il termine “accessorie, di fioritura o ornamentali” le quali arricchiscono il tema principale. Le forme di abbellimento più diffuse dai cantanti di musica moderna possono essere definite come: Acciaccatura, Appoggiatura, Gruppetto, Mordente, Portamento o glissando, Vibrato. abbellimenti arrangiamento vocaleEsistono molti altri tipi di abbellimenti, ma poco efficaci all’arrangiamento vocale interpretativo. I dettagli che ingenuamente vengono trascurati sono molti di più di quanto si possa pensare. L’educazione all’ascolto di molti miei allievi si rivela troppo spesso poco accurata. In tal senso non permette loro di riconoscere e riprodurre gli ornamenti i quali si rivelano imprescindibili al fine di ottenere un arrangiamento vocale interpretativo di qualità. È altresì fondamentale stabilire mediante quale dei registri vocali (registro grave, misto, o di testa) intendiamo eseguire determinati passaggi o periodi melodici. Anche in questo caso, un uso inappropriato dei registri (spesso causato da una scelta poco oculata della tonalità del brano) può compromettere in modo significativo l’intera arrangiamento vocale.
  • STABILIRE LE QUALITÀ VOCALI. Per stabilire le qualità vocali è indispensabile avere non solo una buona padronanza della tecnica esecutiva ma anche un buon orecchio. In ogni caso, esse devono risultare coerenti con lo stato d’animo che vogliamo sollecitare nell’ascoltatore. (es: tristezza, conforto, rabbia ecc..) Per ottenere tale risultato dobbiamo prima analizzare il focus del testo (il messaggio intrinseco della composizione) e poi il significato emotivo che vogliamo attribuire ad ogni frase o periodo.

    A questo punto dobbiamo selezionare, tra le sfumature che riusciamo ad eseguire con il canto, quelle più adatte allo scopo sopra citato vagliandone l’efficacia e appuntando suggerimenti sul testo.(Appare evidente che tale prassi non è da ritenersi poco adatta per improvvisazioni scat o poco efficace in contesti di brani in vocalese.) Saranno la stesura, l’articolazione della melodia e l’andamento ritmico della composizione a suggerirci quali soluzioni scegliere al fine di realizzare un arrangiamento vocale ponderato e ben pianificato. Anche in questo caso suggerisco sempre il consulto di un esperto, perché anche se siamo molto competenti in tal senso non possiamo certo essere attenti ascoltatori ed eccellenti esecutori allo stesso tempo. Mi capita spesso di collaborare con cantanti esperti che chiedono il mio aiuto per la pianificazione della loro interpretazione, ad esempio durante la registrazione di un album o mentre stanno provando uno spettacolo imminente. I risultati sono sempre al di sopra delle aspettative.

Se sei interessato ad una consulenza gratuita in tal senso compila il form.

LA PAURA DI CANTARE VIENE MENO!

Come potrai dedurre da ciò che hai letto capirai bene che, se tutte queste caratteristiche interpretative vengono ben curate, non solo abbiamo ottime probabilità di rendere originale ed unica la nostra interpretazione mediante l’arrangiamento vocale interpretativo ma grazie all’arrangiamento vocale interpretativo potremo salire sul palco consapevoli del lavoro che abbiamo impostato e forti di una consapevolezza interiore che ci permette di sentirci adeguati alla circostanza artistica nella quale saremo inseriti.

“In sostanza di cosa stiamo parlando?”

Di un metodo di apprendimento innovativo che io stesso ho inventato proprio perché in prima persona ne sentivo l’esigenza. Esistono svariati workshop sull’arrangiamento vocale, tutti efficaci e ricchi di argomenti interessanti, ma a quanti di questi dovresti partecipare prima di poter disporre di tutte le competenze necessarie a realizzare l’arrangiamento vocale interpretativo?
Io ho avuto la fortuna di salire sul palco mediamente cinque sere a settimana per circa dieci anni. 
Ho realizzato circa quindici CD di covers pubblicati in Europa nei quali il mio compito era quello di esaminare e riprodurre esattamente gli stili dei cantanti che dovevo imitare. In questo periodo della mia carriera ho potuto esaminare, testare, applicare personalmente e direttamente di fronte ad un pubblico vero tutto quello che ho spiegato poc’anzi. Questa opportunità ha fatto sì che potessi arricchire il mio bagaglio culturale in modo esponenziale ed oggi sono orgoglioso di poterlo offrire a chi vuole davvero fare un salto di qualità.

QUINDICI ANNI DI ESPERIENZA TUTTI PER TE

Quanto tempo da applicare allo studio e quanti insegnanti di canto dovresti consultare per poter ottenere ciò che sogni nel minor tempo possibile?
Quanti insegnati di canto ti offrono l’opportunità di esibirti di fronte ad un pubblico vero in uno spettacolo ben fatto per almeno 3 volte l’anno?
Moltissimi miei colleghi professionisti non amano insegnare, lo fanno per ripiego nei periodi di poco lavoro, ma a differenza di me, non appena si presenta l’opportunità di salire sul palco corrono a gambe levate abbandonando a se stessi i loro allievi. IO NO!!!
Le mie soddisfazioni le ho avute e adesso ho un obbiettivo ben preciso:
INSEGNARE QUELLO CHE HO IMPARATO

perché non esiste soddisfazione più grande, se non assistere al successo dei miei allievi nell’accorgermi che la loro anima interpretativa contiene una parte di me.

SE DAVVERO VUOI DISTINGUERTI,

se ti senti addosso la stanchezza di chi non vuole più aspettare e desideri davvero trasmettere a chi ti ascolta ciò che di più nobile possiedi NON ASPETTARE! Chiedi una consulenza gratuita con me e metteremo subito le basi per il tuo futuro di successo.

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Scrivimi ed io sarò ben felice di investire il mio tempo per capire se sei pronto/a per imparare la tecnica dell’ARRANGIAMENTO VOCALE INTERPRETATIVO. Avrai GRATUITAMENTE a tua completa disposizione la consulenza di un esperto del valore di 20 € + iva e della durata di 30 minuti.

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