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IMPARARE A CANTARE E DIVENTARE UN CANTANTE MODERNO

IMPARARE A CANTARE PER DIVENTARE UN CANTANTE MODERNO È POSSIBILE MA COME FARE?

imparare a cantare diventare cantante moderno

Imparare a cantare per diventare un cantante moderno non è facile, ma prima di tutto sei sicuro di aver risposto a questa domanda?
“Se posso imparare a cantare posso anche diventare un cantante professionista?”
Esistono molti talent come American Idol, Pop Idol The x factor Popstars Italian got talent The Voice e tanti altri come quelli che arriveranno in futuro.
Ma sembra che salire su questi palchi sia praticamente impossibile. In realtà non è così…

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Lezioni canto Vicenza

Franco Tufano lezioni di canto

Franco Tufano durante una lezione di canto collettiva

Franco Tufano impartisce lezioni di canto a Vicenza e a Barbarano Vicentino presso il suo studio privato.

LEZIONI CANTO VICENZA

Se vuoi seguire delle lezioni di canto a Vicenza ma non te la senti, se invece ti accorgi che cantare per te è uno stato di necessità, se credi che il canto possa diventare un veicolo per esprimere la tua personalità, allora contattami, potremo progettare un percorso personalizzato per la tua crescita con l’obbiettivo di far uscire l’Artista che c’è in te.

Anche se hai solo bisogno di informazioni inerenti le mie lezioni di canto a Vicenza o semplicemente per pormi la domanda che tutti mi fanno:
“…ma io secondo lei potrei cantare?” “posso prendere delle lezioni di canto?”
Troverai sempre una risposta concreta e gentile “…chiedere è lecito“.
Se invece preferisci un contatto immediato per informazioni sulle mie lezioni di canto allora puoi chiamarmi: 3383500777.
Se abiti a Verona puoi seguire le mie lezioni presso L’Accademia superiore di canto moderno oppure, se abiti nei pressi di Thiene in provincia di Vicenza puoi diventare mio allievo/a all’Istituto musicale di Thiene.

LEZIONI DI CANTO COLLETTIVE
Eseguo inoltre lezioni di canto collettive a Vicenza e stages di canto per piccole e grandi formazioni corali con repertorio gospel e moderno.
Per i costi e disponibilità sulle mie lezioni di canto contattami

Sono cresciuti con me…:
Filippo Perbellini
Sunny Terranova
Roberto Rossetti
Camilla Fascina
Alessandra Rizzo
e tanti altri…

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vocal coach e allievo: le sensazioni fisiche

 

Il vocal coach, lallievo e le sensazioni fisiche

È risaputo come per un vocal coach, l’insegnamento del canto sia differente dal metodo pedagogico utilizzato per uno strumento musicale, questo a causa dell’impossibilità di poter controllare visivamente i muscoli interni della laringe contrariamente, per esempio, a quanto accade nello studio dell’impostazione della mano sulla tastiera del pianoforte.
Tale diversità ha favorito l’intreccio delle più svariate iniziative pedagogiche, in alcuni casi “improvvisate” da parte di molti vocal coach ma, comunque, legate spesso tra di loro mediante una terminologia e un linguaggio particolari.vocalcoach
Colui che per la prima volta si affida ad un vocal coach, infatti, s’imbatte fin da subito in espressioni il cui significato e l’applicazione pratica risultano apparentemente indecifrabili: “girare di testa“, “appoggiarsi sul fiato“, “arrotondare il suono”, sono solo alcuni esempi della vasta gamma di frasi usate metaforicamente dal vocal coach stesso. Non di rado, inoltre, queste rappresentano l’unica risorsa didattica a disposizione dell vocal coach, il quale ne fa largo uso nella speranza di evitare magicamente quel tragico evento che consiste nella distruzione della voce.

Sarebbe molto più efficace che molti vocal coach usassero concetti chiari, riconducibili ad esercizi pratici finalizzati all’apprendimento di sane abitudini vocali che possano liberare l’allievo con l’aiuto di un bravo vocal coach, da meccanismi laringei insani generati da un cattivo apprendimento dell’emissione vocale che porterebbe molto probabilmente problemi all’apparato fonatorio.

Un bravo vocal coach dovrà quindi essere dotato non solo di una buona preparazione sul metodo di insegnamento da seguire per ogni singolo allievo, ma anche di una spiccata sensibilità uditiva atta a percepire, mediante il linguaggio corporeo e lirico dell’allievo stesso, quali siano le sensazioni fisiche che egli dovrà imparare a percepire. Il bravo vocal coach riuscirà senz’altro a trasmettere all’allievo la sensibilità sufficiente a percepire le sensazioni che dovranno infine diventare un punto di riferimento fondamentale per la realizzazione e la percezione fisica di una corretta emissione vocale.

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Metodo di canto e canto…

Metodo di canto e canto

Il primo Metodo di canto fu scritto da Manuel Garcia nel 1861 con il suo Traité complet de l’Art du Chant passando per Panofka e Giraldoni fino ai più recenti. Sull’arte del canto quindi almeno per ora sarà molto difficile scrivere dei metodi di canto non sia già stato detto in tutte le parti del mondo da 200 anni a questa parte. Anche l’argomento della tecnica vocale è divenuto spunto per le più ampie polemiche e discussioni, malgrado tutto però, continuano ad esistere pessimi cantanti e soprattutto pessimi insegnanti di canto. In realtà nulla serve meno di un metodo di canto. Non si

Canto e metodi di canto

Metodo di canto e canto

può imparare a cantare con un corso per corrispondenza come per esempio potrebbe accadere nel caso di una lingua straniera. (Del resto anche un corso di lingua straniera nel bene o nel male ha bisogno di un supporto audio per la fonetica), quindi, un metodo di canto in questi termini, è quanto di più inutile si possa prendere in considerazione per imparare a cantare, perché anche laddove venga riprodotto alla lettera ogni passo dettato dal metodo di canto, colui che non sa cantare bene continuerà tranquillamente a non saper cantare bene. Oggi l’elettronica ci offre strumenti divenuti indispensabili per far distinguere all’allievo di canto la differenza tra un’emissione scorretta e una corretta, ma ancora non basta, perché si può imparare per imitazione l’emissione vocale, ma non si può certo imparare, esclusivamente mediante un supporto audio e vari metodi di canto né una tecnica né una completa impostazione vocale. Ciò che invece può divenire meno inutile possono essere dei metodi di canto che espongano consigli pratici opinioni ed esperienze su ciò che meno nuoce alla voce, e che dica quello che non si deve fare piuttosto che ciò che si deve fare per ottenere una impostazione corretta, come succede nel caso del metodo di canto: “Canto e voce difetti causati da un errato studio del canto” di Nanda Mari I metodi di canto possono essere comunque un ottimo supporto per gli eventuali allievi dell’insegnante/autore che lo ha scritto oppure una curiosità per amatori e dilettanti del canto. È oramai noto ad ognuno che è necessario evitare lo sforzo, respirare con il diaframma, tenere la bocca aperta, la lingua concava, ecc., ma non per questo tutti lo fanno o ancora peggio sono in grado di farlo. Del resto si può mantenere esteriormente una giusta impostazione pur avendo comunque una voce velata, caprina, tremante, ingolata o vetrata. Questo perché molti se non tutti, credono che lo studio del canto si collochi tra le materie di studio più facili o addirittura facilissime, invece, proprio per la sua elementarità risulta una tra le discipline più difficili da trasmettere o peggio ancora tra le meno conosciute. Il cantante non è uno strumento e in quanto tale un oggetto statico, bensì un essere pensante con tutte le sfaccettature psicologiche che la mente umana può offrire. Proprio per questo, se da un lato possiamo definirlo in continua evoluzione, dall’altro, ci troveremo spesso a cozzare contro la sua vulnerabilità, incostanza e complessità. Non a caso una gran parte delle lezioni di canto spesso si trasforma in un dibattito di buonsenso tra insegnante e allievo laddove non si arrivi addirittura a parlare di psicologia.

Bibliografia: Canto e Voce difetti causati da un errato studio del canto, di Nanda Mari Edizioni Ricordi, Milano, 1975, p.15-16.

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RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA da “L’Arte di cantare”

La respirazione diaframmatica.respirazione

L’obbiettivo dello studio del canto è conseguire una consapevolezza vocale e dare la possibilità a chi lo desidera di specializzarsi in in vari ambiti vocali e musicali.
L’acquisizione di un perfetto controllo della voce dipende dalle predisposizioni naturali di ciascuno e soprattutto da un esercizio costante e corretto.
Nei primi mesi, il principiante troverà sicuramente delle difficoltà nel capire e applicare le regole della tecnica perché la muscolatura laringo-faringea, poco allenata, dovrà adattarsi a nuovi comportamenti. Non per questo ci si deve scoraggiare. La voce impostata e la respirazione diaframmatica sono il risultato di un lungo processo di apprendimento. Dall’infanzia fino all’età adulta, inconsciamente, la nostra voce si costruisce in relazione alla nostra cultura e al nostro temperamento. Alcuni però possiedono una voce naturale e una respirazione diaframmatica inconsapevolmente impostate senza avere mai ricevuto nessuna formazione vocale.
Può succedere infatti che in quel caso abbiano mantenuto una corretta respirazione diaframmatica, tipica dei neonati, alla quale corrisponde una buona musicalità.
Ciononostante, la voce può difficilmente progredire senza una guida e quindi necessita di uno studio appropriato in modo tale da sviluppare le potenzialità vocali ottenendo una buona respirazione diaframmatica  e risonanza ed eliminando quindi difetti e insicurezze.
Per preservare e migliorare la propria voce è necessario, in un primo momento, prendere coscienza dei propri difetti di respirazione e conoscere i meccanismi che concorrono alla formazione della voce attraverso una buona respirazione diaframmatica.

Meccanica respiratoria ovvero respirazione diaframmatica.
La voce è respiro che si trasforma in suono per effetto della vibrazione delle corde vocali. La formazione della voce inizia quindi con l’entrata dell’aria nei polmoni (atto inspiratorio) e lo svuotamento dell’aria (atto espiratorio) secondo l’azione dei muscoli che li premono.
In condizioni di riposo, gli atti respiratori sono automatici e involontari ma la postura (in piedi, in auto, seduta o sdraiata) e lo stato emotivo (parlare in pubblico o cantare in pubblico è per molti motivo di tensione) possono condizionare il modo di respirare e quindi compromettere una corretta respirazione diaframmatica alterando la mobilità dei muscoli respiratori creando a volte tensioni.

L’esecuzione canora mediante la respirazione diaframmatica richiede l’emissione di suoni prolungati oppure successioni rapide di suoni brevi che rendono spesso difficile la ripresa del fiato.
Chi canta deve, non solo inspirare una quantità d’aria molto superiore di chi parla, ma deve anche saper “dosare” attentamente l’espirazione aumentando o riducendo la pressione dell’aria emessa dai polmoni sulle corde vocali, in funzione dei suoni che vuole produrre: suoni forti, suoni deboli, suoni acuti i suoni gravi.

L’acquisizione di una corretta respirazione diaframmatica e di una coscienza respiratoria è quindi fondamentale per poter cantare bene e a lungo.

estratto da: L’Arte di cantare di Karin Mensah ed. Volontè

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Cantare i primi suoni

Cantare i primi suoni.

bimbo che cantaPer cantare i primi suoni, (e solitamente raggiungere un buon livello di tecnica vocale) è importante concentrarsi mentalmente e in modo razionale, verificando che il controllo dell’emissione vocale non debba prevaricare sulla naturalezza e l’agilità dell’intenzione vocale nella sua completezza.
L’intento che si persegue, nel lasciare libero il flusso delle nostre energie, è l’unico a poter generare di riflesso un equilibrio sulla coordinazione muscolare che si trova alla base di una sana emissione vocale e quindi di un corretto modo di cantare.
Nel perseguire tale obbiettivo, diventa molto più efficace evitare di imporsi movimenti muscolari ben precisi e pragmaticamente definiti, mentre può rivelarsi molto più efficace una serie di accorgimenti qui di seguito elencati:

1) Durante gli esercizi provate a cantare mantenendo una condizione interiore positiva, gioiosa.
2) Cercate sempre una scioltezza fisica nell’atto di cantare, pur mantenendo una postura eretta e stabile quindi:
spalle abbassate in modo naturale e rilassato, fronte alta e mento perpendicolare al petto.
3) Respirate in scioltezza cercando equilibrio nell’atto del cantare, evitando quindi di inspirare troppa aria, di trattenerla o spingerla verso l’esterno.
4) Evitare di cercare espressioni facciali o movimenti meccanici di: mandibola, lingua, labbra, velo palatino.
5) Lasciate che la voce possa “cantare” senza pretendere da lei ciò che non vi può offrire nel tentativo di ingrossarla o di ricostruire il timbro del vostro cantante preferito.
6) Nel cantare, iniziate il suono in maniera dolce, ma stabile e decisa, senza incertezza o ripensamenti.
7) Usate una dinamica vocale sul mezzoforte senza aver paura di disturbare chi vi può sentire e nel contempo evitando di testare la potenza massima della vostra voce
8) Durante gli esercizi restate all’interno di un range di estensione comodo che non metta a dura prova la vostra estensione vocale.

Bibliografia

A.Juvarra, “Lo studio del canto”, Edizioni Ricordi, Milano, 1999, p.5.

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