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RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA da “L’Arte di cantare”

La respirazione diaframmatica.respirazione

L’obbiettivo dello studio del canto è conseguire una consapevolezza vocale e dare la possibilità a chi lo desidera di specializzarsi in in vari ambiti vocali e musicali.
L’acquisizione di un perfetto controllo della voce dipende dalle predisposizioni naturali di ciascuno e soprattutto da un esercizio costante e corretto.
Nei primi mesi, il principiante troverà sicuramente delle difficoltà nel capire e applicare le regole della tecnica perché la muscolatura laringo-faringea, poco allenata, dovrà adattarsi a nuovi comportamenti. Non per questo ci si deve scoraggiare. La voce impostata e la respirazione diaframmatica sono il risultato di un lungo processo di apprendimento. Dall’infanzia fino all’età adulta, inconsciamente, la nostra voce si costruisce in relazione alla nostra cultura e al nostro temperamento. Alcuni però possiedono una voce naturale e una respirazione diaframmatica inconsapevolmente impostate senza avere mai ricevuto nessuna formazione vocale.
Può succedere infatti che in quel caso abbiano mantenuto una corretta respirazione diaframmatica, tipica dei neonati, alla quale corrisponde una buona musicalità.
Ciononostante, la voce può difficilmente progredire senza una guida e quindi necessita di uno studio appropriato in modo tale da sviluppare le potenzialità vocali ottenendo una buona respirazione diaframmatica  e risonanza ed eliminando quindi difetti e insicurezze.
Per preservare e migliorare la propria voce è necessario, in un primo momento, prendere coscienza dei propri difetti di respirazione e conoscere i meccanismi che concorrono alla formazione della voce attraverso una buona respirazione diaframmatica.

Meccanica respiratoria ovvero respirazione diaframmatica.
La voce è respiro che si trasforma in suono per effetto della vibrazione delle corde vocali. La formazione della voce inizia quindi con l’entrata dell’aria nei polmoni (atto inspiratorio) e lo svuotamento dell’aria (atto espiratorio) secondo l’azione dei muscoli che li premono.
In condizioni di riposo, gli atti respiratori sono automatici e involontari ma la postura (in piedi, in auto, seduta o sdraiata) e lo stato emotivo (parlare in pubblico o cantare in pubblico è per molti motivo di tensione) possono condizionare il modo di respirare e quindi compromettere una corretta respirazione diaframmatica alterando la mobilità dei muscoli respiratori creando a volte tensioni.

L’esecuzione canora mediante la respirazione diaframmatica richiede l’emissione di suoni prolungati oppure successioni rapide di suoni brevi che rendono spesso difficile la ripresa del fiato.
Chi canta deve, non solo inspirare una quantità d’aria molto superiore di chi parla, ma deve anche saper “dosare” attentamente l’espirazione aumentando o riducendo la pressione dell’aria emessa dai polmoni sulle corde vocali, in funzione dei suoni che vuole produrre: suoni forti, suoni deboli, suoni acuti i suoni gravi.

L’acquisizione di una corretta respirazione diaframmatica e di una coscienza respiratoria è quindi fondamentale per poter cantare bene e a lungo.

estratto da: L’Arte di cantare di Karin Mensah ed. Volontè

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