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vocal coach e allievo: le sensazioni fisiche

 

Il vocal coach, lallievo e le sensazioni fisiche

È risaputo come per un vocal coach, l’insegnamento del canto sia differente dal metodo pedagogico utilizzato per uno strumento musicale, questo a causa dell’impossibilità di poter controllare visivamente i muscoli interni della laringe contrariamente, per esempio, a quanto accade nello studio dell’impostazione della mano sulla tastiera del pianoforte.
Tale diversità ha favorito l’intreccio delle più svariate iniziative pedagogiche, in alcuni casi “improvvisate” da parte di molti vocal coach ma, comunque, legate spesso tra di loro mediante una terminologia e un linguaggio particolari.vocalcoach
Colui che per la prima volta si affida ad un vocal coach, infatti, s’imbatte fin da subito in espressioni il cui significato e l’applicazione pratica risultano apparentemente indecifrabili: “girare di testa“, “appoggiarsi sul fiato“, “arrotondare il suono”, sono solo alcuni esempi della vasta gamma di frasi usate metaforicamente dal vocal coach stesso. Non di rado, inoltre, queste rappresentano l’unica risorsa didattica a disposizione dell vocal coach, il quale ne fa largo uso nella speranza di evitare magicamente quel tragico evento che consiste nella distruzione della voce.

Sarebbe molto più efficace che molti vocal coach usassero concetti chiari, riconducibili ad esercizi pratici finalizzati all’apprendimento di sane abitudini vocali che possano liberare l’allievo con l’aiuto di un bravo vocal coach, da meccanismi laringei insani generati da un cattivo apprendimento dell’emissione vocale che porterebbe molto probabilmente problemi all’apparato fonatorio.

Un bravo vocal coach dovrà quindi essere dotato non solo di una buona preparazione sul metodo di insegnamento da seguire per ogni singolo allievo, ma anche di una spiccata sensibilità uditiva atta a percepire, mediante il linguaggio corporeo e lirico dell’allievo stesso, quali siano le sensazioni fisiche che egli dovrà imparare a percepire. Il bravo vocal coach riuscirà senz’altro a trasmettere all’allievo la sensibilità sufficiente a percepire le sensazioni che dovranno infine diventare un punto di riferimento fondamentale per la realizzazione e la percezione fisica di una corretta emissione vocale.

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Cantare i primi suoni

Cantare i primi suoni.

bimbo che cantaPer cantare i primi suoni, (e solitamente raggiungere un buon livello di tecnica vocale) è importante concentrarsi mentalmente e in modo razionale, verificando che il controllo dell’emissione vocale non debba prevaricare sulla naturalezza e l’agilità dell’intenzione vocale nella sua completezza.
L’intento che si persegue, nel lasciare libero il flusso delle nostre energie, è l’unico a poter generare di riflesso un equilibrio sulla coordinazione muscolare che si trova alla base di una sana emissione vocale e quindi di un corretto modo di cantare.
Nel perseguire tale obbiettivo, diventa molto più efficace evitare di imporsi movimenti muscolari ben precisi e pragmaticamente definiti, mentre può rivelarsi molto più efficace una serie di accorgimenti qui di seguito elencati:

1) Durante gli esercizi provate a cantare mantenendo una condizione interiore positiva, gioiosa.
2) Cercate sempre una scioltezza fisica nell’atto di cantare, pur mantenendo una postura eretta e stabile quindi:
spalle abbassate in modo naturale e rilassato, fronte alta e mento perpendicolare al petto.
3) Respirate in scioltezza cercando equilibrio nell’atto del cantare, evitando quindi di inspirare troppa aria, di trattenerla o spingerla verso l’esterno.
4) Evitare di cercare espressioni facciali o movimenti meccanici di: mandibola, lingua, labbra, velo palatino.
5) Lasciate che la voce possa “cantare” senza pretendere da lei ciò che non vi può offrire nel tentativo di ingrossarla o di ricostruire il timbro del vostro cantante preferito.
6) Nel cantare, iniziate il suono in maniera dolce, ma stabile e decisa, senza incertezza o ripensamenti.
7) Usate una dinamica vocale sul mezzoforte senza aver paura di disturbare chi vi può sentire e nel contempo evitando di testare la potenza massima della vostra voce
8) Durante gli esercizi restate all’interno di un range di estensione comodo che non metta a dura prova la vostra estensione vocale.

Bibliografia

A.Juvarra, “Lo studio del canto”, Edizioni Ricordi, Milano, 1999, p.5.

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